Reggio, debitucci “a la carte”

 

Il dottor Scopelliti non apprezza il giornalismo di denunzia che muove critiche anche pesanti nei suoi confronti. E questo può essere ben compreso. Difficile, invece, comprendere (meno che meno giustificare) la sua pretesa di dare del cialtrone all’operatore dell’informazione che, scrivendo e criticando, fa nient’altro che il suo lavoro.

Antonello Caporale, che è anche redattore di Repubblica, ha scritto nei giorni scorsi a tutto profitto dei lettori del suo blog personale: “Trecentouno sono i milioni di euro iscritti regolarmente a bilancio come debiti. Centossettanta i milioni che non si è riusciti a rubricare bene: debitucci a la carte. Centodue milioni di ulteriori piccole pendenze da stipare nelle varie ed eventuali. In tutto, tenendo a mente che il conto è parziale, Reggio Calabria, città di centonovantamila abitanti, ha sparsi per l’Italia più di mezzo miliardo di cambiali.

“In una regione allevata al malaffare la città protagonista della più clamorosa delle retate, esprime in cifre la sua identità pubblica. Se ci fosse un giudice bisognerebbe invitarlo a chiedere conto ai consiglieri comunali. E agli assessori, e ai sindaci che si sono succeduti. Primo fra gli altri, Giuseppe Scopelliti, ora  governatore della Calabria, applauditissimo protagonista della costruzione del “modello Reggio”.

“Un momento prima o un momento dopo – fate voi – bisognerebbe però anche convocare i cittadini di Reggio Calabria e farsi dire cosa accade al loro corpo”. Sin quì Antonello Caporale, con la sua penna impertinente.

Che dire per parte nostra? Va notato che il giornalista, per diffondere le sue (motivate) critiche al presidente della regione Calabria, si è servito curiosamene del suo blog personale piuttosto che del quotidiano di Largo Focetti. Tutto ciò non gli ha impedito di raccogliere un gran numero di lettere di consenso tra lettori prevalentemente giovani, quasi tutti reggini o calabresi. Ne prendiamo una a caso.

Scrive Vittoria: “Il famoso “modello Reggio” che distribuiva prebende agli amici e agli amici degli amici ora esportato in Regione e con la disoccupazione e la disperazione alle porte si elargiscono consulenze e appalti. Occupatevi della politica sanitaria con un piano di rientro fallimentare e nel frattempo si danno incarichi nelle ASL ai fedeli di Peppe DJ
Fate inchieste a tappeto sulle discariche e sul sistema di smaltimento c’è materiale per smontare un sistema corrotto partito da Reggio e che inquina la Regione. Aiutateci”.

Dubitiamo assai che Antonello Caporale e tutti quegli altri che danno voce al malessere della Reggio che soffre (e tace), possano andare oltre la denunzia, seria, documentata ma con tutti i suoi limiti. Purtroppo Le cosiddette istituzioni elettive sonnecchiano ed altri importanti palazzi – dei quali prima o dopo si dovrà pur parlare – guardano alla triste realtà di questa città di frontiera con un solo occhio. Un fatto di comodo strabismo? Può darsi. A presto.

Le foto, banconote di grosso taglio: tutte assieme formano il (vistoso) debito del Comune di Reggio; foto in basso, Antonello Caporale, redattore di Repubblica.

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